Grottaglie,
nei vari periodi della sua storia legata all'artigianato
ceramico, non si caratterizza per alcuni stili ben connotati,
ovvero che abbiano una loro connotazione filologica
e stilemica individuabile a livello grafico. Si può
dire che esistono decori che afferiscono ad aree storiche
come i decori post-rinascimentali o quelli del periodo
barocco e del periodo neoclassico. Sono decorazioni
che, a differenza di altri centri ceramici, hanno sempre
la virtù e la particolarità di essere decori fondati
per lo più su motivi generici e/o floreali sinusoidi
e spigliati, liberi e fantasiosi. Decorazioni realizzate
a mano libera, senza alcun strumento che ne riporti
preventivamente il disegno. Questo è sicuramente un
aspetto molto importante che finisce per caratterizzare
gli oggetti rendendoli eleganti, briosi, vivi, autenticamente
umani. Con l'oggetto nel suo farsi il maestro ceramista
stabilisce un dialogo che ha una forte valenza pedagogica:
sono proprio la pennellata, la spontaneità del tocco
dell'artigiano sullo smalto, l'utilizzazione dei colori
tipici della ceramica di Grottaglie a far da tramite
fra l'uomo e la sua piccola grande opera in via di realizzazione.
Gli smalti scaturiscono da ricette segretissime, vere
e proprie formule di cui ogni ceramista è geloso e che
altrettanto gelosamente le famiglie si tramandano di
padre in figlio. Lo stesso si può dire della composizione
dei colori e di alcuni aspetti decorativi. Grottaglie
non può vantare come può farlo Faenza, famiglie artigiane
stilisticamente ben definibili. Si può certamente rilevare
che nel periodo settecentesco impera il concetto della
serpentina, una linea semisoidale che si intreccia con
foglie e fiori dove spesso si inserisce il motivo geometrico.
Nella ceramica neoclassica, d'ispirazione più prettamente
popolare troviamo decorazioni che riportano tematiche
che oggi potremmo chiamare naif per la loro originalità
e spontaneità. Se c'è un'influenza che ha avuto per
Grottaglie un determinante valore di riferimento è quella
dell'area napoletana, in particolare di quella irpina,
specie per quanto riguarda la ceramica d'ispirazione
popolare, quella che possiamo definire "spontanea",
che nasce dalla fantasia e dall'immediatezza dell'artigiano
nel momento cruciale in cui prende la decisione di ciò
che sull'oggetto andrà a decorare con semplicità e passione.